archivio

Archivi tag: social network

fb

Gironzoli su Facebook e inevitabilmente incontri un profilo “di coppia”. Quello col cognome doppio e la foto insieme stile Cip e Ciop. Ma si può condvidere un profilo in due?

Tralasciando regole, limiti, policy, si può esprimere una stessa opinione sempre?
Si può cliccare mi piace ed essere sicuri che piaccia ad entrambi una cosa?
Si può postare un commento ed essere all’unisono come il coro dell’Antoniano?
Si può pubblicare un pensiero, un aforisma, una frase, una foto che possa piacere a entrambi?

No. No è l’unica risposta sensata. Perché è impossibile che due persone siano sempre comunque d’accordo su come stare e cosa fare su Facebook.  Sui social network ognuno di noi dovrebbe essere unico e se stesso.

Amarsi, del resto, non significa pensarla allo stesso modo. Anzi, a volte l’amore si annida proprio tra le distanze.

Annunci

cena

Poco digeribili

quelli che ti taggo sulla foto del tiramisù e della crostata al limone anche se sei diabetico
quelli che non ti conosco, ti chiedo l’amicizia, non fai in tempo ad accettare che ti scrivo il messaggio originale “Ehi, buonasera…”
quelli che ti commento ogni cosa che scrivi
quelli che “Hai letto il mio messaggio?” che se non ho risposto un motivo ci sarà
quelli che ti taggo su un post dove tu non c’entri niente ma io invece penso di sì
quelli che ti mando un poke, che poi che sarà mai sto poke ma intanto visto che c’è e non costa niente…
quelli che ti voglio commentare la foto del profilo e pure quella di copertina e ogni singola foto che metterai negli album
quelli che ti copio un post invece di condividerlo che tanto mica t’accorgi
quelli che “Ma perché non ti trovo mai in chat?” e sarà perché non ho voglia di chattare?
quelli che so che non giochi ma io almeno dieci volte al giorno ti invito perché voglio convertirti
quelli che leggo un post e penso sia rivolto a me.

E per questi che non c’è davvero Brioschi che tenga. Ti rimangono tutti sullo stomaco

Leggo un commento su una bacheca: “Voglio togliere l’amicizia a tutte le donne che qui vedo splendide ma che quando decido di uscire con loro scopro sono dei mostri”. Sorrido, poi rido di gusto ma penso che questa frase nasconde una grande verità: sul social network siamo tutti migliori. Ovvio che la foto del profilo la si sceglie almeno tra quelle di quindici anni prima, scattate da fotografo professionista al matrimonio o in qualche altra ricorrenza e, se siamo scaltri, aggiungiamo qualche passatina di Photoshop. Non parliamo della cover, che si presta per pose plastiche da aspiranti modelle e modelli. Questo “nuovo” spazio tanto odiato inizialmente è diventato il detonatore dell’ego di ciascuno di noi.

Foto a parte, anche ciò che scriviamo ci rappresenta (spesso, non sempre) milioni di volte meglio rispetto a come siamo nella vita reale. Postiamo frasi sdolcinate sull’amore ma poi probabilmente abbaiamo come un Pit Bull quando si tratta di parlare con il nostro compagno di vita. Scriviamo cose bellissime sui figli ma quando si avvicinano per chiederci qualcosa reagiamo come l’orso grizzly quando gli rubi il miele perché “ho da fare sul computer che non lo vedi?”. Copiamo e incolliamo i migliori pensieri sulle mamme ma la nostra non la chiamiamo da un mese che tanto adesso i bambini sappiamo come collocarli e quindi non ci “serve” di chiamare nessuno neppure per fare un saluto rapido. Ma ovvio, direte voi. Per telefonare, uscire e andare a far visita a qualcuno, passare del tempo sereni con figli e compagni non abbiamo tempo. Ma per spiticchiare fino a notte fonda sulla tastiera in compagnia di amici che ci ritengono bellissimi sì. E’ un po’ quel che ho letto tempo fa su un libro. Mentre con la televisione ognuno poteva avere i suoi quindici minuti di celebrità, ora con il social network ciascuno è famoso almeno per quindici persone. Possibilmente che non lo conoscono e che lo ritengono virtualmente straordinario.

Internet è sinonimo di democrazia? Se qualcuno dice questo probabilmente è perché vuole esagerare confondendo o fondendo insieme fine e mezzo. La democrazia potrebbe essere il fine da perseguire. Internet un valido strumento, se usato con consapevolezza, per sostenere la democrazia. Anche il famosissimo sociologo spagnolo Manuel Castells afferma che i movimenti sociali in scena negli ultimi anni, dalle ribellioni nel mondo arabo alle proteste di Occupy Wall Street fino ai cortei degli Indignados, vedono al centro Internet e i social media o, per meglio dire, le reti wireless e la autocomunicazione di massa.

Questo non significa che Internet possa sostituire le ribellioni di piazza, tanto che Castells dice “per far scendere la gente in piazza servirà sempre un fatto reale, individuale o collettivo, capace di provocare emozione e rabbia”. Ma Internet e i social network in particolare contribuiranno a fornire una “maggiore sicurezza, libertà e influenza personale” che farà nascere movimenti, aggregherà le persone, svilupperà nuovi pensieri. Questo il ruolo di Internet. Di quella Internet fatta di persone che riescono a condividere pensieri, a confrontarsi su temi importanti , a saper cogliere dalla Rete le giuste informazioni necessarie a costruire una propria idea.

Internet non può essere democrazia. Internet è uno degli strumenti da sfruttare al meglio per arrivare all’obiettivo di una società democratica.

Come i social network possono distruggere la nostra vita sociale? Il titolo di un articolo apparso su Mashable non è solo una provocazione. Nell’articolo si racconta l’esperienza del giornalista, invitato ad una cena in cui gli ospiti iniziano a mettere foto su Istagram, poi condividono in Facebook, twittano e fanno check in su Foursquare. Insomma calcolando solo il numero di seguaci degli ospiti arriva a capire che sono diverse centinaia di migliaia le persone che sanno di quella cena.

E questo è solo un esempio banale. Pensate a tutte le volte che anche noi, pure involontariamente, attraverso le foto, i posti che frequentiamo, la gente con cui passiamo le serate possiamo essere tranquillamente “etichettati”. Tutti quelli che hanno un qualche interesse a “studiarci” se lo fanno tramite i social network hanno la strada davvero spianata. E non si può più, come si dice nell’articolo citando il libro di Goffman, essere attori con due maschere diverse a seconda del palco in cui stiamo per salire. Ma tanto meno ci si può ritirare dietro le quinte e tornare ad essere noi stessi. Questo se non decidiamo di staccarci da smartphone, tablet, pc. Dal questo network sociale che rischia di intaccare i rapporti sociali quelli veri.

Un’altro modo per raggiungere un equilibrio forse c’è: staccarsi ogni tanto e iniziare una dieta che riduce la condivisione delle foto, il far sapere dove si è, lo scrivere cosa si sta facendo in quel momento. Magari si è un po’ più asocial, ma ogni tanto disintossicarsi aiuta a recuperare i rapporti quelli veri. Per parlare con le persone che ci stanno vicine senza scrivergli in chat, per chiamare un’amica al telefono, per ascoltare gli altri invece che isolarsi, per investire un po’ di tempo nei rapporti reali. Inutile essere attivi tanto social se poi con le persone che vi circondano siete poco socievoli.

Volete cliccare il Mi piace di una pagina di Facebook ma non volete che i vostri amici lo sappiano? Senza addentrarci troppo sul perché dovreste avere questa necessità e sulla natura della pagina per la quale volete dare la vostra preferenza, diciamo che si può fare. Il come è abbastanza contorto. Cliccando il riquadro Mi piace sotto l’immagine di copertina accedete alla pagina dei Preferiti, dove sono visualizzate tutte le pagine per le quali avete cliccato il Mi piace. Cliccando sul tasto Modifica in alto a destra per ogni riquadro si può scegliere quale pagine rimuovere e soprattutto impostare il livello di privacy, decidendo di escludere dalla visualizzazione tutti o solo alcuni amici.

In questo modo vi sentirete più padroni dei vostri Mi piace, pur nella consapevolezza che su Facebook queste informazioni rappresentano una fonte preziosa di dati. Dati che, ormai lo avrete capito, valgono più del petrolio perché sono analizzati per inviarvi messaggi pubblicitari ad hoc. E non solo. Il rischio è che siano studiati anche per inviarvi notizie ad hoc, incanalando così il vostro modo di pensare e ragionare. Attenzione quindi quando siete su Facebook. Cliccate tutti i Mi piace che volete, ma fatelo con la consapevolezza di chi in quel momento sta vendendo un proprio dato. Un dato che in genere vale molto più del gadgettino che arriva, del servizio offerto o del neppure grazie di alcune pagine.