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Ci voleva un sondaggio americano, condotto da Microsoft in occasione del National Cyber Security Awareness Month, per capire quanto fossimo dei “boccaloni” in Rete.  Di quelli che appena si vedono recapitare un messaggio con “Congratulazioni hai vinto”, anche senza specificare l’oggetto della vincita, cliccano istantaneamente su qualunque link possa confermare “Grazie, sono qua portatemi il regalo”. E, nonostante siamo ormai consapevoli che la maggior parte di questi messaggi nascondano delle insiedie (virus, trojan, truffe) noi imperterriti continuiamo a crederci.

Tant’è che secondo questo sondaggio il 44% degli intervistati ha dichiarato di essersi imbattuto almeno una volta in un messaggio di questo tipo. Dalla classica Samantha che ti invita, se uomo, a contattarla perché in cerca di “amici”, alla finta banca che ti dice di inserire il Pin del tuo Bancomat che stiamo facendo una verifica vogliamo vedere se sei reattivo, alla proposta di lavoro da casa senza neppure alzarsi dal divano che ti farà diventare così ricco da dover fare una fondazione di beneficenza come Bill Gates. Insomma, i motivi per accalappiarci sono quelli storicamente più seducenti. 

Inutili gli avvisi, i post informativi (questo non ha certo la presunzione di esserlo) sulla sicurezza in Rete. Inutili gli antivirus e i filtri antispam. Di fronte al sogno che si materializza su un oggetto di una mail, magari alle 7 di mattina, quando appena sveglio vorresti davvero che ci fosse una Samantha che ti offre un lavoro dove non si fatica e si guadagna una cifra spropositata, nessuno può resistere. E ogni volta, col dito pronto sul clic, pensiamo: “E se davvero questa fosse la volta buona e magari per sfiducia non clicco?”

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Hai figli, nipoti, solo amici sotto i quindici anni? O forse anche sotto i diciotto? Se la risposta è sì hai trovato un altro valido motivo per non fregartene di pc, social network e quanto gira intorno al mondo delle nuove tecnologie. Non puoi continuare a dire “Io gli SMS non li so usare e non ho neppure una casella email” e fare di questo un vanto.

Uno degli errori che molti fanno è pensare che fatto lo sforzo di accollarsi cinquanta rate da pagare per un supercomputer carrozzato con cui ti regalano smartphone, stampante e tablet rende tecnologicamente a posto i ragazzi. Ma forse sfugge che per imparare bene a guidare abbiamo bisogno che qualcuno ci spieghi come funzioni la macchina. Questo per evitare di schiantarci e farci male provando da soli.

E allora, a parte l’acquisto per il quale potete leggere un vecchio post con i consigli del cosa ci serve comprare, bisogna che i ragazzi siano monitorati. A questo proposito un buon libro che può aiutarvi è “Sicuri in rete” di Mauro Ozenda e Laura Bissolotti. Contiene una mole infinita di consigli e cose da fare (ma soprattutto da non fare) per guidare i ragazzi. Tra le buone pratiche  e i software che servono a limitare e controllare gli accessi, si leggono una serie di informazioni che vi aiutano a conoscere gli “attrezzi” che mettete in mano ai ragazzi.

Non pensate di scaricarvi la coscienza piazzando i vostri ragazzi davanti ad un pc da soli come fareste con la televisione. Sappiamo che è comodo. Che è comodo non litigare, non contrattare, controllare poco, lasciar chattare e crescere navigatori liberi. Ma in Rete non si può fare. Come non si può affermare “Meglio che non si colleghi che è pieno di pericoli”. Lo slogan deve essere un altro: “Meglio che conosca io potenzialità e rischi in modo da poter fare da guida”. Poi è ovvio che i pericoli ci sono. Ma quando li si conosce ci si ripara più facilmente.

Il venerdì è un momento magico per chi vuole prendere confidenza con il social network. Si avvicina il week end e magari avete un po’ più di tempo libero per fare manutenzione alla vostra pagina Facebook. Potete decidere di passare il tempo vedendo scorrere i post altrui, scrivendone di vostri o aggiustando la social casa in modo da renderla migliore, un po’ come quando si decide di ridipingere le pareti o riparare qualcosa che non funziona.

Un’ottima abitudine, anche se vi siete registrati da poco, è quella di cambiare la password, che non deve mai essere banale (no al nome dei figli, del compagno, alla data di nascita di qualcuno). So che è diventato un lavoro ricordare le password, ma mettendone una troppo semplice si rischia chi chiunque, anche solo per curiosare, possa avere libero accesso al vostro spazio. Andando da Impostazioni Account, sul profilo Generale, puoi modificarla cliccando su Modifica vicino alla voce Password.

Altro modo per attivare l’impianto di allarme è, andando sempre da Impostazioni Account e accedendo a Protezione, è attivare la Navigazione protetta, che vi consente di avere notifica degli accessi al profilo. Ogni volta che qualcuno entra su Facebook (e si spera siate sempre voi) vi arriva una mail che vi avverte.

Già che ci siete e che intendete migliorare, fate anche una cosa che sarà apprezzata dall’intera umanità: riguardate i vostri post prima di pubblicarli. Evitate gli orrori d’ortografia, l’abuso dei puntini di sospensione che è vero non si pagano ma se ne vedono davvero a iosa, non scrivete in maiuscolo pensando di essere notati. Per farsi notare non serve scrivere in maiuscolo. Serve scrivere cose interessanti. E buon social week end a tutti