archivio

Archivi tag: ragazzi

Secondo Telefono Azzurro e Eurispes il 6,7% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni ha fatto sexting, ovvero ha fatto sua questa moda tutta americana del fotografarsi nudi in pose provocanti per poi inviare il tutto via SMS, e-mail o atrtaverso il social network. E, nonostante nessuno “costringa” i ragazzi a fare questo, il pericolo è davvero dietro l’angolo. Il male sta sì nel fatto di mostrarsi senza veli, ma sta soprattutto nelle possibili molestie che si ricevono da adulti in cerca di ragazzini o ragazzine da adescare. Le molestie on line sono in aumento. Se si pensa che un ragazzo su 5 è stato “acchiappato” nella rete e quasi uno su 10 ha ricevuto offerte di denaro o regali in cambio di sesso, c’è davvero di che preoccuparsi.

Il tutto va affrontato innanzitutto con la consapevolezza che il problema esiste ed è reale. Non è lontano da noi, oltre Oceano, solo in America o in Cina. E’ qui, è reale. E’ una cosa di cui parlare con i ragazzi per informarli. E’ una cosa da monitorare attraverso opportuni strumenti di “parental control”. E’ una cosa per la quale la Rete non va certo demonizzata ma conosciuta bene. A forza di dirlo forse anche i genitori più disattenti capiranno che non è possibile parcheggiare i ragazzi davanti ad un pc in Rete e sentirsi tranquilli come quando guardano la televisione. Senza fingere di non sapere. O al contrario, una volta saputo, decidere di togliere computer, tablet e smatphone ai ragazzi. Non è con il proibizionismo che si affrontano queste situazioni. Non è neppure con l’attivazione di un parental control che ci si mette in pace. Come per l’educazione nella vita reale, anche in quella virtuale ci vuole dialogo e sacrificio e fatica. Senza questi ingredienti educazione non c’è.

Annunci

L’ennesima, indispensabile, ricerca americana della Flinders University ha messo in risalto come l’uso dei videogiochi prima di andare a letto sia “deleterio” per gli adolescenti. Sui bambini notizie non ne sono pervenute, direte voi. Quindi, possiamo continuare a piazzarli comodamente davanti ad una bella Play Station mentre ci indivaniamo o rassettiamo la cucina nel post cena.

I ricercatori hanno notato come l’uso di videogame violenti per 50 o 150 minuti (leggi un’ora o un po’ più di due) possa provocare fino a mezz’ora di sonno totale in meno dovuto alla difficoltà di addormentarsi. Per non parlare dei risvegli notturni rilevati “scentificamente”.

Come sempre quando si leggono notizie apparentemente scontate mi chiedo perché non ci arriviamo da soli a capirlo. E perché continuiamo a lasciare i figli abbandonati con un telecomando in mano. E una motivazione ognuno di noi la trova. Nascosta, che non vuole uscire fuori. Ma la troviamo tutti. Li lasciamo lì, pensando che si stanno divertendo, perché è comodo. Più comodo che mettersi in salotto a parlare, più comodo che leggere una favola a letto, più comodo che fare una partita a calcio balilla o al monopoli tutti insieme. Più comodo che preparare una ciotola di pop corn e vedere insieme un bel film commentandolo. Più comodo perché a volte anche noi ci sentiamo stanchi e non ce la facciamo a fare qualcosa con i figli. E pure noi, nella nostra comodità, sprondiamo in qualche social network a giocare a fare i finti contadini, le finte mamme, i finti eroi di un mondo che non c’è. Chiudendo quello reale fuori. Peccato.

Hai figli, nipoti, solo amici sotto i quindici anni? O forse anche sotto i diciotto? Se la risposta è sì hai trovato un altro valido motivo per non fregartene di pc, social network e quanto gira intorno al mondo delle nuove tecnologie. Non puoi continuare a dire “Io gli SMS non li so usare e non ho neppure una casella email” e fare di questo un vanto.

Uno degli errori che molti fanno è pensare che fatto lo sforzo di accollarsi cinquanta rate da pagare per un supercomputer carrozzato con cui ti regalano smartphone, stampante e tablet rende tecnologicamente a posto i ragazzi. Ma forse sfugge che per imparare bene a guidare abbiamo bisogno che qualcuno ci spieghi come funzioni la macchina. Questo per evitare di schiantarci e farci male provando da soli.

E allora, a parte l’acquisto per il quale potete leggere un vecchio post con i consigli del cosa ci serve comprare, bisogna che i ragazzi siano monitorati. A questo proposito un buon libro che può aiutarvi è “Sicuri in rete” di Mauro Ozenda e Laura Bissolotti. Contiene una mole infinita di consigli e cose da fare (ma soprattutto da non fare) per guidare i ragazzi. Tra le buone pratiche  e i software che servono a limitare e controllare gli accessi, si leggono una serie di informazioni che vi aiutano a conoscere gli “attrezzi” che mettete in mano ai ragazzi.

Non pensate di scaricarvi la coscienza piazzando i vostri ragazzi davanti ad un pc da soli come fareste con la televisione. Sappiamo che è comodo. Che è comodo non litigare, non contrattare, controllare poco, lasciar chattare e crescere navigatori liberi. Ma in Rete non si può fare. Come non si può affermare “Meglio che non si colleghi che è pieno di pericoli”. Lo slogan deve essere un altro: “Meglio che conosca io potenzialità e rischi in modo da poter fare da guida”. Poi è ovvio che i pericoli ci sono. Ma quando li si conosce ci si ripara più facilmente.