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Dimenticanze, lapsus e altri modi di comportarsi

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Non so se sono capace, se devo leggere il manuale mi ci vuole tempo (e io non ho tempo per leggere, per fare altro sì)

Non è di mia competenza (un evergreen)

Senti il mio dirigente se posso farlo, ma per iscritto, mettendo in conoscenza se possibile altri n soggetti (con n che potenzialmente tende a + infinito)

E’ il programma che non funziona (e io non ho tempo da perdere col programma, con altre cose sì)

Il computer è vecchio e non funziona (e io non ho tempo da perdere col computer, con altre cose sì)

Ma perchè devo farlo? (facendo trapelare l’intenzione di aprire un dibattito filosofico sul perché della vita)

Ma perché solo io ho questo problema? (con la stessa intenzione di prima)

Ho scritto di questo problema mesi fa (non è dato sapere a chi, quando e il contenuto altrimenti tutto è troppo semplice)

Non è certo colpa mia (ovvero la colpa è la tua)

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ora

Se Pablo Neruda fosse stato un dipendente pubblico avrebbe scritto questo.

Lentamente muore
chi arriva tutte le mattine alla stessa ora e parcheggia nello stesso posto da quando è stato assunto
Lentamente muore
chi prima di uscire si ferma davanti al rilevatore di presenze, cartellino in mano, a calcolare il minuto preciso in cui strisciare
Lentamente muore
chi dice sempre sì senza pensare
Lentamente muore
chi dice sì e poi non esegue
Lentamente muore
chi non legge le email e dice “io non lo sapevo”
Lentamente muore
chi non si ribella e pensa che debbano farlo gli altri
chi non partecipa alle assemblee e poi si lamenta
chi “sto con i frati e zappo l’orto”
chi “per me va bene tutto
chi “tanto qui non funziona niente” ma il primo a non funzionare è proprio l’ufficio in cui stai
Lentamente muore
chi pensa “prendo troppo poco per quello che faccio” e quindi lavora sempre di meno
Lentamente muore
chi si accontenta di quello che ha
Lentamente muore
chi naviga tanto per navigare
chi vorrebbe Facebook per chattare
chi si lamenta perché non ha più il solitario
chi stampa tanto per stampare
chi non ci prova neppure a migliorare
Lentamente muore
chi elabora progetti irrealizzabili anche per cambiare una lampadina
chi non elabora progetti
chi “faccio prima a farlo che a pensare come devo farlo”
chi “basta che facciamo che tanto non importa a nessuno“.

La conclusione del dipendente Neruda sarebbe la stessa: “Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”.

Nota post pubblicazione: giustamente mi si fa notare che “Lentamente muore” seppur attribuita da molti a Neruda sia in realtà di Martha Medeiros. Ecco, se anche lei avesse timbrato il cartellino il concetto non sarebbe cambiato.