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copertina valentina nello spazio 5 nov

Valentina è nata in una sera d’autunno. Mi hanno chiesto di scrivere una favola e ho pensato che non avrei voluto scrivere né di principi né tanto meno di principesse. Mi sarebbe piaciuto raccontare un sogno di bambina. Un sogno particolare: quello di fare l’astronauta.

E mi è venuta in mente lei: Valentina, una bionda vicina di scrivania il cui sogno si è interrotto troppo presto, che mi diceva sempre di essere stata chiamata come la prima donna nello spazio. Ne andava fiera Valentina. Come questa Valentina del libro che ci vuol credere al suo sogno e sa di poterlo realizzare impegnandosi.

Valentina nello spazio è una favola non tanto favola. E’ una storia che vuole incoraggiare a non mollare e a credere sempre nei propri sogni. Anche se poi si rimane a terra e sullo spazio non ci si va. Perché i sogni hanno mille sfaccettature. Si vola in tanti modi. A volte si vola senza rendersi conto di volare.

Il libro è dedicato a tutte le Valentine in terra. Con un pensiero ad una Valentina in cielo.

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tempo

L’uomo che voleva fermare il tempo” è un libro di quelli che ti alzi una mattina presto, ti metti in giardino con il fresco e dopo un’ora ti rattristi perché hai girato l’ultima pagina.

Scrivere del tempo che non basta mai sembra banale e in realtà non lo è. Perché il tempo è diventata quella cosa “che scorre troppo velocemente per tutti”. L’alibi per dimenticare di chiamare i nostri genitori, non salutarsi al mattino e non parlarsi nel dopo cena, scordare il compleanno di un amico, parcheggiare i figli in alienanti centri estivi “che sai come si diverte”, saltare la cena e il pranzo “che non ce la faccio e ottimizzo il tempo”, correre in macchina rischiando la vita “che se non arrivo in tempo sono guai”, evitare un controllo in ospedale “che se anche devo fare qualche accertamento in più non ho tempo e come faccio”.

E la lista potrebbe continuare fitta, triste, sempre più realistica. Il tempo si conta e conta troppo. E ci si accorge di non trascorrerlo bene solo quando arriva prepotente la paura di non averne più abbastanza. Allora il tempo si ferma. Come nel libro. Qualcuno rompe la clessidra, cade l’ultimo granello di sabbia e resti in sospeso finché non trovi il coraggio di raccogliere la sabbia, granello per granello, lentamente riparare i cocci della clessidra per provare a farla scendere di nuovo.

E se rompere la clessidra serve, tutto ha un senso solo se ci dimentichiamo della sabbia che sale e scende, se buttiamo l’orologio e se prendiamo in mano ogni singolo granello che passa per fermare gli attimi migliori, per fare una cosa che fa felice qualcuno o solo per giocarci un po’ con quei granelli che scappano dalle dita veloci, irrefrenabili perché, come si legge nel libro, “C’è un motivo se esiste un limite ai nostri giorni: rendere ognuno di essi prezioso”.

 

 

Una libreria online tedesca, la Txtr, ha presentato il lettore di ebook Beagle descritto come “Il più piccolo e leggero ebook al mondo” (appena 128 grammi e 5 mm di spessore). Senza considerare l’altra caratteristica che lo distingue da tutti: il più economico, visto che costa soltanto 10 euro. Le caratteristiche ovviamente non possono paragonarsi agli ereader che costano dieci volte tanto. Quindi schermo da 5 pollici (ma con e-ink 800×600), niente Wi-Fi o 3G, niente porta Usb, niente touch. Come si fa a prendere libri allora? Semplice, si scaricano tramite un’app sullo smartphone e si trasferiscono via Bluetooth all’e-reader.

Kindle, Kobo, Sony e-reader e adesso questo davvero economico. La lettura allora è meglio farla a video? E quando viene fuori questo argomento si scatena l’inferno. C’è chi gusta il profumo di un libro nuovo (esistono poi persone che si limitano a sniffare senza leggere, sembra funzioni), chi ascolta incantato il rumore delle pagine quando si girano (non proverà lo stesso incanto chi ascolta gli insonni girare nervosamente le pagine nel pieno della notte), chi racconta del piacere di veder impilati i libri in casa (avere dei volumi fa sempre molto casa di intellettuali, anche se i libri sono finti come quelli del Mercatone Uno).

Quale lettura è dunque la migliore? La migliore è quella che si fa, innanzitutto. E per poterla fare ovunque ci troviamo è ovvio che siano da preferire gli ereader (non possiamo trasportare mille volumi in neppure due etti dentro la borsa). Per poterla fare in una giornata di sole l’e-book reader è da provare, con la sua luminosità senza riflesso che aiuta a leggere meglio della carta. Per comprare dei libri a costo ridotto (anche se di recente il prezzo anche degli e-book è tristemente lievitato) consiglio ancora un e-reader. Non c’è bisogno di essere talebani. Possiamo portare un e-reader in borsa e appoggiare un insostituibile libro di carta profumata sul comodino a farci compagnia. Tutto quel che volete, insomma. Purché copertine e strumenti di lettura digitale non rimangano fermi a prendere polvere.