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Poco digeribili

quelli che ti taggo sulla foto del tiramisù e della crostata al limone anche se sei diabetico
quelli che non ti conosco, ti chiedo l’amicizia, non fai in tempo ad accettare che ti scrivo il messaggio originale “Ehi, buonasera…”
quelli che ti commento ogni cosa che scrivi
quelli che “Hai letto il mio messaggio?” che se non ho risposto un motivo ci sarà
quelli che ti taggo su un post dove tu non c’entri niente ma io invece penso di sì
quelli che ti mando un poke, che poi che sarà mai sto poke ma intanto visto che c’è e non costa niente…
quelli che ti voglio commentare la foto del profilo e pure quella di copertina e ogni singola foto che metterai negli album
quelli che ti copio un post invece di condividerlo che tanto mica t’accorgi
quelli che “Ma perché non ti trovo mai in chat?” e sarà perché non ho voglia di chattare?
quelli che so che non giochi ma io almeno dieci volte al giorno ti invito perché voglio convertirti
quelli che leggo un post e penso sia rivolto a me.

E per questi che non c’è davvero Brioschi che tenga. Ti rimangono tutti sullo stomaco

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Puntuale come un orologio svizzero arriva la classifica delle 25 password più usate (e quindi più banali) dell’anno. E torna, con questa, il tormentone degli hacker che hanno vita semplice, che non devono fare sforzi di fantasia per capire le nostre “chiavi di accesso” a pc, programmi, telefoni. A divulgare la lista delle password è SplashData, che mostra come al primo posto della parola segreta più usata ci sia ancora “password”, seguita da 123456, 12345678 (se serve più lunga), abc123.

Nessuna rivelazione di grossa portata se si pensa che ogni anno la classifica si ripete ed è più o meno la stessa. A giustificare la scarsa creatività di chi le password le sceglie c’è sicuramente il fatto che occorre averne tantissime (dal pin del bancomat a quello del telefonino passando per l’allarme di casa e quello dell’ufficio). E siccome non possiamo avere una memoria così ferrea da ricordare tutto va a finire che usiamo per tutti la stessa password (cosa abominevole ma che può salvare la salute mentale) o scriviamo direttamente in chiaro le password su un foglietto che magari teniamo pure in bella vista.

E questo accade non solo per la difficoltà nello scegliere combinazioni di caratteri più difficili da scovare, ma proprio per la percezione che essendo questa una chiave virtuale, il diffonderla può fare meno male che il regalare copie della chiave di casa. Questo senso del virtuale forse ci frega. E continuiamo così imperterriti a scrivere sequenze banali, pur avendo letto e riletto le regole secondo cui la lunghezza deve essere minimo 8 caratteri, deve contenere numeri, lettere e caratteri speciali, deve essere diversa dalle ultime due che abbimo messo, deve essere cambiata almeno ogni tre mesi….Ma volete mettere il comodo di una parola banale quando si apre il pc? Vogliamo parlare della tranquillità che dà una password che seppure ce la scordiamo troviamo sempre qualcuno in grado di dircela? Come disse una volta una signora “Sai che c’è? Io metto la data del primo incontro con mio marito. Tanto non se la ricorda neppure lui!”

Volete cliccare il Mi piace di una pagina di Facebook ma non volete che i vostri amici lo sappiano? Senza addentrarci troppo sul perché dovreste avere questa necessità e sulla natura della pagina per la quale volete dare la vostra preferenza, diciamo che si può fare. Il come è abbastanza contorto. Cliccando il riquadro Mi piace sotto l’immagine di copertina accedete alla pagina dei Preferiti, dove sono visualizzate tutte le pagine per le quali avete cliccato il Mi piace. Cliccando sul tasto Modifica in alto a destra per ogni riquadro si può scegliere quale pagine rimuovere e soprattutto impostare il livello di privacy, decidendo di escludere dalla visualizzazione tutti o solo alcuni amici.

In questo modo vi sentirete più padroni dei vostri Mi piace, pur nella consapevolezza che su Facebook queste informazioni rappresentano una fonte preziosa di dati. Dati che, ormai lo avrete capito, valgono più del petrolio perché sono analizzati per inviarvi messaggi pubblicitari ad hoc. E non solo. Il rischio è che siano studiati anche per inviarvi notizie ad hoc, incanalando così il vostro modo di pensare e ragionare. Attenzione quindi quando siete su Facebook. Cliccate tutti i Mi piace che volete, ma fatelo con la consapevolezza di chi in quel momento sta vendendo un proprio dato. Un dato che in genere vale molto più del gadgettino che arriva, del servizio offerto o del neppure grazie di alcune pagine.

Facebook e foto non fanno rima ma vanno parecchio d’accordo. E alla tentazione di caricare una bella immagine propria o di qualcuno che conosciamo abbiamo prima o poi ceduto tutti. Tralasciando il discorso dell’opportunità di ciò che postate (foto in bikini e bikini ristretto, immagini dei nostri bimbi, pose plastiche da copertina che poi tanto copertina non è….) dovreste comunque fare attenzione. Soprattutto se nella foto non siete soli. Sì, perché mentre potete decidere liberamente di regalare i vostri scatti a Facebook, chi ha fatto il ciiis con voi probabilmente alla sua immagine ci tiene e non vuole renderla pubblica. E lasciate perdere il commento che arriva come lo scatto alla risposta: “Ma di che ti preoccupi che tanto la foto la vedono solo i miei amici!”. Perché sapete (mi auguro) che non è sempre così.

Prima di pubblicare qualunque foto il buon senso ci dovrebbe spingere a chiedere il consenso alla persona riprodotta, per evitare che questa si ritrovi “sbattuta” in Home di Facebook e magari commentata a sua insaputa.

Ora, siccome questo tipo di delicatezza non sempre viene utilizzato, è il caso che vi attrezziate e che iniziate a impostare Facebook in modo da farvi vedere prima della pubblicazione i tag che i vostri amici hanno fatto su foto,  video, link e qualsiasi contenuto e decidere se approvare o meno il tag.

Per impostare questa protezione è sufficiente andare da Account – Impostazioni sulla privacy – Diario e aggiunta di tag. Da qui attivare il “Controlla i post in cui gli amici ti hanno taggato prima che vengano visualizzati sul diario”.

Per attivare l’impostazione buon senso a ON, purtroppo, non ci perviene alcun tipo di indicazione.

Hai figli, nipoti, solo amici sotto i quindici anni? O forse anche sotto i diciotto? Se la risposta è sì hai trovato un altro valido motivo per non fregartene di pc, social network e quanto gira intorno al mondo delle nuove tecnologie. Non puoi continuare a dire “Io gli SMS non li so usare e non ho neppure una casella email” e fare di questo un vanto.

Uno degli errori che molti fanno è pensare che fatto lo sforzo di accollarsi cinquanta rate da pagare per un supercomputer carrozzato con cui ti regalano smartphone, stampante e tablet rende tecnologicamente a posto i ragazzi. Ma forse sfugge che per imparare bene a guidare abbiamo bisogno che qualcuno ci spieghi come funzioni la macchina. Questo per evitare di schiantarci e farci male provando da soli.

E allora, a parte l’acquisto per il quale potete leggere un vecchio post con i consigli del cosa ci serve comprare, bisogna che i ragazzi siano monitorati. A questo proposito un buon libro che può aiutarvi è “Sicuri in rete” di Mauro Ozenda e Laura Bissolotti. Contiene una mole infinita di consigli e cose da fare (ma soprattutto da non fare) per guidare i ragazzi. Tra le buone pratiche  e i software che servono a limitare e controllare gli accessi, si leggono una serie di informazioni che vi aiutano a conoscere gli “attrezzi” che mettete in mano ai ragazzi.

Non pensate di scaricarvi la coscienza piazzando i vostri ragazzi davanti ad un pc da soli come fareste con la televisione. Sappiamo che è comodo. Che è comodo non litigare, non contrattare, controllare poco, lasciar chattare e crescere navigatori liberi. Ma in Rete non si può fare. Come non si può affermare “Meglio che non si colleghi che è pieno di pericoli”. Lo slogan deve essere un altro: “Meglio che conosca io potenzialità e rischi in modo da poter fare da guida”. Poi è ovvio che i pericoli ci sono. Ma quando li si conosce ci si ripara più facilmente.

Abbiamo fatto un giro sui social network nei giorni scorsi, ma non possiamo pensare che cucinare un bit al giorno significhi mangiare solo pane e Internet. Cambiamo musica quindi. Pensiamo a lavorare, ad essere operativi, a usare il pc per scrivere un documento, per impostare un foglio con cui fare di conto o per preparare una presentazione multimediale a nostro figlio per la scuola.

Il primo problema per quanti vogliono usare i programmi cosiddetti di “office automation” è da dove partire, ovvero dove trovare fisicamente i programmi. Sì, perché quando comprate un computer con esso non comprate anche la licenza per usare Microsoft Office, che va quindi acquistato a parte e installato.

Se però non volete “investire” in altri programmi ma volete comunque essere operativi potete utilizzare due applicazioni gratuite: LibreOffice oppure OpenOffice. Entrambe le soluzioni si possono scaricare da Internet, si possono installare, si possono copiare su tutti i computer di casa senza infrangere alcuna regola. E avendo a disposizione tutte le funzioni che sono di Microsoft Office.

Per partire basta questo. Scaricate quindi e fate l’installazione. Insomma procuratevi gli ingredienti. Per le prime ricette ci rivediamo qui nei prossimi giorni.

Se non vi siete ancora iscritti a Twitter o se lo avete fatto ma avete poi lasciato perdere, questo è il momento di riprendere le pentole in mano e rimettersi a cucinare qualche buon tweet.

Avevamo già parlato di quanto questo social network poco conosciuto sia davvero interessante da scoprire. L’importante è seguire le persone giuste, secondo i vostri interessi. Su twitter trovate davvero molti personaggi famosi, giornalisti, testate importanti e meno importanti e poi una infinità di blogger. Basta iniziare a guardare il flusso delle notizie e appena trovato qualcuno che vi piace farci un bel Follow.

Da ieri, poi, potete impostare anche su Twitter una immagine di copertina (un po’ come accade con la timeline di Facebook) che serve a presentarvi meglio, ad arricchire il vostro profilo, a mostrare il vostro biglietto da visita. Per poter mettere una copertina è sufficiente andare da Impostazioni-Account, poi cliccare su Aspetto e scegliere una immagine che vi piace sulla voce Testata.

Provateci. Almeno ad avvicinarvi. Vedrete che assaggiando qualche buon tweet capirete che non ne potrete più fare a meno.