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Un articolo su Mashable dà indicazione del come mantenere “segrete” o quanto meno non proprio condivise le proprie foto scattate con lo smartphone o con il tablet. Vengono suggerite diverse app che si possono utilizzare (KeepSafe che crea una cartella riservata accessibile solo con password o Secret Folder che presenta un sistema di protezione con password “complesse”).

Il motivo per cui mettere al riparo alcune immagini scattate? Niente malizia. Il post cita l’esempio del figlio che, intento a giocare con un’app su iPad, magari vede (per colpa della sincronizzazione di iCloud) una foto scattata dal padre del regalo che gli si vuol fare per Natale. E..puff! Addio sorpresa e magia. Ma, certo. Quando si legge di quanto le cose contenute nel nostro telefono siano davvero a portata di sguardo, un po’ di panico viene sempre. Lo vedi negli occhi di chi non conosce bene alcune dinamiche e certi servizi. Appena spieghi come sia facile, quasi naturale, mettere i nostri dati “in comunione” vedi salire l’ansia nel volto dell’ignaro smartphonista. Che magari non va in giro a scattare foto per lui compromettenti. Ma fosse anche un particolare che vuol tenere segreto, custodito nella propria appendice trillante…

Ora, “app apparte”, basterebbe sapere come funzionano i servizi prima di usarli. Cercare su google il nome del servizio, leggere e capire a cosa serve. Così, tanto per non nascondere niente ma evitare pure di fare “Oops”, come dice il post, e portare in dono sotto l’albero una brutta sorpresa.

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Debutto in Italia il giorno dei morti per il tanto decantato ed atteso (?) iPad mini. Il figlio piccolo dell’iPad è stato presentato ieri ed effettivamente somiglia ad un bel neonatino con lo schermo da 7,9 pollici, i suoi 7,2 millimetri di spessore e i 310 grammi di peso (il 23% più sottile e il 53% più leggero di un iPad3). Per il costo le aspettative erano forse diverse, visto che non c’è una enorme differenza di prezzo tra mamma e figlio. Il mini, infatti, nella sua versione a 16 Gb si pagherà 329 euro per arrivare ai 529 euro della 64 GB (se si pensa che un Kindle fire che dovrebbe essere il diretto concorrente ne costa da 199 a salire…). Non possono deludere le caratteristiche tecniche: chip A5 dual core, videocamera FaceTime HD, fotocamera iSight da 5 megapixel e wireless ultraveloce. Ovvia la compatibilità con tutte le applicazioni presenti in App store.

Nessun effetto wow, come hanno scritto in diversi su molte testate di settore. Non so bene cosa ci si aspettasse per poter fare una tale esclamazione, ma grandissime novità non ci sono. In compenso sono sicura che ci sono già quelli pronti a fare la fila per accaparrarsi un iPad mini. Magari da affiancare (e questo davvero meriterebbe uno studio sulla sindrome da acquisto senza senso di novità tecnologiche) all’iPad grande. E pure all’iPhone5. Oltre che a un Kindle per leggere. E a un Kindle Fire che “non si sa mai, può servire, in America va molto di moda”. Invece che seguire le mode del momento e pensare che avere l’ultimo oggettino della mela morsicata può fare la differenza per farvi notare in una riunione o in un convegno, riflettete. Su quello che vi serve. Sulle esigenze di lavoro che avete. Su quello che siete in grado di imparare a fare con un nuovo strumento tecnologico. Perché nonostante anche l’iPad si possa sfiorare non va confuso con la lampada di Aladino.