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Leggo che il 94,5% della popolazione online italiana sia attiva sui social media. Un minuto su 3 viene speso su Facebook. Un utente su tre ha più di 45 anni. E mi chiedo: ma quanti di questi sono consapevoli del fatto che i loro dati valgono “come petrolio”, come rimarcato in un interessante panel all’Internet Festival? Ogni volta che mettiamo un Mi piace diciamo qualcosa di noi. Ogni volta che scriviamo un post riveliamo il nostro pensiero. Ogni volta che inseriamo una nuova foto contribuiamo a disegnare la nostra “identità digitale”. Vi sarete accorti che scrivendo la parola dieta in un post il secondo dopo vi propinano la pubblicità della dieta di turno o del chirurgo estetico pronto a limare le vostre abbondanze.

Bene, questo non avviene solo su Facebook, ma anche su Google, che risulta il sito più visitato in Italia (e non solo). Ogni qualvolta facciamo una ricerca di un’informazione e scegliamo di aprire un link piuttosto che un altro ci esponiamo, facciamo sapere quello che pensiamo e ciò che preferiamo leggere. Il tutto può essere utilizzato per aiutarci a trovare ciò che cerchiamo in tempi più rapidi, viene studiato per migliorare alcuni servizi ma può anche essere usato per selezionare e proporre alcune notizie piuttosto che altre. Questo ci espone ad un rischio molto elevato del quale pochi sono consapevoli.
Chiediamoci quanto valore attribuiamo ai nostri dati personali? Non è forse vero che li valutiamo meno importanti di alcuni servizi (taluni anche sciocchi come i diversi FarmVille e Bubble Bubble)?

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“Su Internet c’è tutto, ma io non trovo niente”. Questo è il tormentone di quanti si avvicinano per la prima volta ad un motore di ricerca come Google tanto potente quanto bisognoso di particolari attenzioni. Perchè non basta scrivere quel che ci passa per la mente per trovare ciò che stiamo cercando. Occorre avere un po’ di “modo” nel chiedere le cose. E vedrete che non resterete delusi.

Per prima cosa Google funziona per parola chiave. Questo significa che se state cercando l’hotel California di Riccione non potrete scrivere “Cerca l’hotel dove sono stato a Riccione l’anno scorso, California mi sembra che si chiami”. Dovrete scrivere solo le parole più importanti “hotel california riccione”, tanto per capirci.

Se state cercando più parole e volete trovare le pagine che contengono esattamente quelle sole parole dovremo usare le virgolette. Per esempio scrivendo “mario rossi” con le virgolette troverò solo le pagine che contengono entrambe le parole nella sequenza scritta.

Non abbondate con maiuscole e minuscole. Su Google non servono proprio.

Se non avete voglia di scorrere tantissime pagine e volete restringere la ricerca potete utilizzare il carattere – che esclude alcune parole. Se per esempio state cercando dei computer ma non volete i portatili potrete scrivere computer -portatile.

Questo è solo un assaggio. Vedrete che vi piacerà.